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DISTANZE TRA EDIFICI

Cds: non vanno computate le parti di dimensioni ridotte che non pregiudicano la sicurezza

29/11/2010 - Tutti gli elementi costruttivi hanno rilievo per il calcolo delle distanze, indipendentemente dalla loro funzione. Lo ha affermato il Consiglio di Stato che, con la sentenza 7731/2010 del 2 novembre scorso, ha spiegato che per essere presi in considerazione gli elementi devono presentare i caratteri di solidità, stabilità e immobilizzazione. A meno che le loro dimensioni non siano tanto modeste o puramente decorative da non compromettere la sicurezza, la salubrità e l'igiene dell'edificio. Il Cds ha specificato che in base al DM 1444/1968, la distanza di 10 metri la le pareti finestrate di edifici antistanti deve essere calcolata in riferimento a ogni punto del fabbricato, non considerando solo le parti che si fronteggiano, a prescindere dal fatto che si trovino o meno in posizione parallela. Per il computo delle distanze non devono essere tenuti in considerazione gli sporti, cioè mensole, lesene, risalti verticali delle parti con funzione decorativa, canalizzazione di gronde e loro sostegni. Vanno invece tenute presenti le sporgenze di dimensioni maggiori, che possono essere destinate ad ampliare la parte utilizzabile per l'uso abitativo per l'intero fronte dell'edificio. Di Paola Mammarella fonte: www.edilportale.com